Città di Desenzano del Garda
 

IL DIFENSORE CIVICO

RELAZIONE SULL'ANNO 2003

Approvata dal Consiglio comunale con propria deliberazione n. 33 del 30/04/2004


I N D I C E

LE RICHIESTE DEI CITTADINI

LA DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVENTI PER SETTORI

LA DIFESA CIVICA PER SETTORI D’INTERVENTO

I  RAPPORTI  TRA  IL DIFENSORE  CIVICO  E  LA  PUBBLICA  AMMINISTRAZIONE

CONCLUSIONE

PERSONALE DELL’UFFICIO

GRAFICI


LE RICHIESTE DEI CITTADINI

I 105 casi trattati nell’anno 2003 costituiscono la migliore testimonianza del continuo apprezzamento dei cittadini per l’ufficio del Difensore civico comunale. Peraltro al medesimo si rivolgono anche i cittadini che non  incontrano  difficoltà nel disbrigo di pratiche presso gli uffici comunali bensì per consigli sulle iniziative da prendere o comportamenti da tenere nei confronti di uffici, comunque, presenti sul territorio comunale; mentre altri chiedono pareri e sostegno per questioni più strettamente private. Così come è avvenuto per gli anni scorsi, tranne alcuni casi  che si presentano complessi e, quindi, tali da dover essere seguiti anche nell’anno corrente, la maggioranza ha trovato soluzione nello stesso anno di riferimento.

Si torna a precisare che per “caso trattato” si intende ogni problema che abbia comportato un esame di merito e per il quale l’ufficio ha aperto un fascicolo e, dunque, svolto la relativa istruttoria, conclusa con una informazione, quasi sempre scritta, data al richiedente oppure un intervento presso i responsabili degli uffici interessati affinché si adoperassero per rimediare o risolvere il problema. Non sono invece considerate le richieste (verbali o telefoniche) di pareri o di informazioni alle quali è pur sempre stata data una risposta cosicché, pur essendo state aperte complessivamente, nell’anno di riferimento, 105 pratiche, gli incontri con i cittadini hanno raggiunto il numero di 215, poiché, come si è già avuto modo di rilevare nelle precedenti relazioni, alcuni casi continuano a richiedere parecchi accessi all’ufficio e non sempre ciò è dovuto ai “tempi” degli uffici comunali, bensì, almeno in alcuni casi, agli stessi richiedenti, i quali stimano che le pressanti richieste sull’ufficio di difesa civica valgano ad ottenere loro quella risposta favorevole che non sempre, pur con la più buona volontà delle parti in causa, è possibile dare.

 

LA DISTRIBUZIONE DEGLI INTERVENTI PER SETTORI

Il Difensore civico comunale interviene su richiesta dei cittadini su materie molto diversificate e la distribuzione dei casi trattati nell’anno 2003 riferita ai settori del Comune e ad Enti e Società  diverse che gestiscono servizi aventi rilevanza pubblica  è stata la seguente:

ANNO 2003

 

nUMERO

INTERVENTI

 

ATTIVITA’ PRODUTTIVE

3

ECOLOGIA-AMBIENTE

14

ECONOMATO E PATRIMONIO

2

ENTI DIVERSI E SOCIETA’

PARTECIPATE

18

OPERE E LL.PP.

15

POLIZIA LOCALE

6

PRIVATI E SOCIETA’ DI SERVIZI

14

SEGRETERIA  GENERALE

2

SERVIZI DEMOGRAFICI

1

SERVIZI SOCIALI

6

SISTEMA QUALITA’

1

TRIBUTI

15

URBANISTICA E TERRITORIO

8

 

TOTALE

 

105

LA DIFESA CIVICA PER SETTORI D’INTERVENTO

 

1.  attività produttive

Le uniche  richieste pervenute hanno riguardato l’ottenimento di spiegazioni maggiormente dettagliate in ordine a punti di vendita, nonché la possibilità di ottenere autorizzazioni commerciali, nonché la presentazione di documentazione sanitaria richiesta e non necessaria per lo svolgimento di attività di Bed and Breakfast. Le indicazioni fornite, grazie anche alla sollecita intesa con l’ufficio, hanno consentito di procedere con piena soddisfazione degli interessati.

 

2.  ecologia – ambiente

Il numero di casi che ha interessato la difesa civica si è mantenuto pressoché invariato rispetto allo scorso anno e, per altro, si è trattato in massima parte di questioni dovute ad inquinamento acustico ed ambientale. Va, in ogni modo, dato atto all’Amministrazione comunale di essere intervenuta con decisione in alcuni casi rilevati gravi, con provvedimenti sanzionatori, che, essendo ampiamente motivati, hanno trovato corrispondenza anche in sede giurisdizionale. E’ una azione da portare avanti con determinazione, in particolare rispetto a situazioni che perdurano nel tempo, nonostante le rimostranze dei cittadini ed i molti inviti formulati ai gestori dei pubblici esercizi a voler contemperare la loro attività con il diritto di residenti e turisti a non essere angariati da persistenti fonti di rumore elevato, in special modo nelle ore notturne.

Nel nostro tempo è pur vero che quasi tutti i provvedimenti sanzionatori adottati dalla Pubblica Amministrazione locale vengono impugnati avanti il giudice amministrativo, anche quando risulta evidente, secondo il comune buon senso, la giustezza della loro adozione, ma ciò non deve di certo scoraggiare nel persistere su una direttrice che, ad avviso di chi scrive, non può che essere considerata propria della Pubblica Amministrazione, chiamata a contemperare diritti ed interessi che solo in apparenza possono essere considerati contrastanti e, comunque, ammesso e non concesso che lo fossero, laddove non soccorre la capacità del privato a far degradare il proprio interesse a salvaguardia di diritti giuridicamente tutelati, altri non vi è che l’Amministrazione locale a potervi porre rimedio. Semmai va posta la dovuta cura nel creare i presupposti a sostegno delle ordinanze in materia, poiché se questo è vero in ogni caso, ancor più lo è quando si tratta di dover giustificare la compressione temporale di attività economiche, quali sono quelle derivanti dalla gestione di pubblici esercizi. In buona sostanza, siffatti provvedimenti hanno bisogno, per dimostrarsi validi, di non essere fondati unicamente sulle istanze ad intervenire avanzate dai cittadini, bensì, ad esempio in tema di inquinamento, anche e soprattutto su dati certi, derivanti da prove che diano inequivocabile sostegno a quanto è stato segnalato. In tal modo, potrà svilupparsi quella cultura che si potrebbe definire del reciproco rispetto in modo da passare da una situazione di imposizione ad altra,  auspicabile, di generalizzata condivisione. E’, inoltre, necessario intensificare l’azione di vigilanza nelle ore notturne, già raccomandata nella relazione dello scorso anno, per limitare il più possibile gli schiamazzi e i rumori che,  di notte risultano amplificati e sono particolarmente fastidiosi e dannosi per la salute stessa dei cittadini.

A questo riguardo, sarebbe da verificare con attenzione la possibilità di scorrimento dell’impiego degli agenti della Polizia locale verso orari nei quali maggiore si manifesta la  necessità di presenza in servizio dei medesimi. Con ciò non intendo dire che l’impiego debba avvenire in massima parte nelle ore serali e notturne, ma di certo un impiego limitato nelle ore mattutine va considerato, tanto più in una città turistica qual’è Desenzano del Garda che “vivendo” molto nelle ore notturne, soprattutto nell’arco dell’anno che va da aprile a settembre, si risveglia nella tarda mattinata. Né si venga a dire che c’è il problema della entrata nelle scuole (al mattino), in quanto gli enti locali per quanto riguarda detto tema praticano ormai in via generalizzata l’impiego di persone anziane, che soddisfano egregiamente alla bisogna.       

Mentre in tema di ambiente vero e proprio, mi duole dover trascrivere integralmente quanto raccomandato nell’ultima relazione svolta innanzi a questo Organo consiliare (che pure mi era parso avesse ricevuto apprezzamento) e precisamente che “si rendono necessari interventi di ripulitura di marciapiedi e di aree (scarpate) adiacenti alle strade ove, in alcuni casi (in special modo nelle zone periferiche) abbondano rifiuti  di ogni genere costituiti da: cartacce, scatolette, bottiglie di plastica ed altro, che oltre a creare problemi sotto il profilo igienico-sanitario, danno all’ambiente un aspetto molto negativo e arrecano disdoro all’immagine complessiva della città” e costituiscono quel tipo di inquinamento che si definisce “visivo”. Non mi pare di poter dire che su questo tema si siano fatti progressi; infatti la situazione continua a permanere la stessa. Sono interessate al problema tanto la burocrazia comunale alla quale è affidata la gestione ( e qui si verte in materia gestionale) quanto, però, gli Organi di governo del Comune ai quali compete il controllo sull’azione della prima e, del resto, l’azione richiesta attiene alla pulizia delle strade e delle piazze, per la quale i cittadini contribuiscono attraverso la corresponsione di specifico tributo (tariffa), che tale voce ricomprende. Mi auguro che il problema risegnalato venga affrontato, così come ho già visto fare in qualche Comune limitrofo. Qualora, poi, si volesse anche provvedere attraverso la sensibilizzazione dei cittadini al rispetto dell’ambiente, nonché con maggiore  vigilanza da parte degli addetti al servizio nettezza urbana, ritengo che si potrebbero attendere buoni risultati.

Altro problema segnalato alla difesa civica, in più occasioni, è stato quello della sporgenza delle siepi sui marciapiedi fiancheggianti le vie pubbliche e che può costituire pericolo per i passanti (in particolare per i bambini) in quanto, il più delle volte, i rami vengono a trovarsi all’altezza degli occhi oppure coloro che passano debbono scendere dal marciapiede e camminare sulla strada con pericolo per la loro incolumità, mentre in altri casi ancora  le siepi nascondono la visibilità per l’uscita da alcune strade oppure parte di impianti semaforici. Altre segnalazioni sull’argomento in oggetto hanno riguardato la sostituzione di cassonetti per la nettezza urbana, in quanto alcuni sono logorati dall’uso e mal si prestano al normale utilizzo, per non dire del loro disdicevole impatto con l’ambiente circostante ; sul punto sarà bene invitare la società  appaltatrice del servizio ad intervenire con la tempestività che le singole richieste di sostituzione richiedono.

In tema di fognature, sono state avanzate richieste per zone che ne erano sprovviste, alle stesse si è potuto dare risposta favorevole,  in quanto nella programmazione comunale erano comprese, entro l’anno corrente (2004) o il prossimo (2005). Mentre, in altro caso l’intervento sollecitatorio è valso a portare a definizione la costruzione entro l’anno di riferimento della presente relazione.

Infine, in tema di assegnazione di posti barca, risolto favorevolmente, con un lodevole intervento dell’Amministrazione comunale, il problema del canone in rapporto alla effettiva superficie occupata, sono continuate a pervenire lamentele in ordine al regolamento per l’assegnazione dei posti, in particolare vengono mossi rilievi sulle modalità di assegnazione, vale a dire estrazione in via generale anziché per i singoli spazi acquei, nonché in ordine alla normativa sulle concessioni maggiori e minori che dovrebbe “essere esplicitata dettagliatamente nel regolamento comunale” ed altri rilievi ancora  (quali a titolo esemplificativo la riserva per i residenti ed il termine di anzianità di cinque anni o la locuzione “ a livello locale” per il posto da assegnare con precedenza ai circoli nautici) che, in sostanza, sarebbero tutti riconducibili alla dissonanza tra la normativa comunale e le deliberazioni regionali esplicative della legislazione regionale. In chiusura dell’anno 2003 la materia è tuttora oggetto di chiarimenti, poiché, nonostante il settore abbia provveduto a fornire risposte sui vari passaggi controversi, da parte di alcuno non vi è accettazione dell’assunto comunale e, dunque, le questioni di cui trattasi continuano ad interessare la difesa civica e saranno, pertanto, riprese in sede di relazione per l’anno 2004.

Su questa materia il Difensore civico sta compiendo una analisi dettagliata della legislazione regionale e delle deliberazioni regionali applicative, per effettuare successivamente  un riscontro con i provvedimenti comunali, avendo ben presente che non sempre ci si trova di fronte a norme  chiare e tali da non lasciare spazi ad interpretazioni non univoche; ma soltanto nei casi in cui potesse affermarsi inequivocabile contrasto con la legislazione regionale potrà chiedersi la riforma del regolamento comunale e dei conseguenti atti applicativi; proprio per lo spazio interpretativo della normativa che deve riconoscersi al delegato (Comune) rispetto al delegante (Regione) che tale normativa ha posto.

 

3.  economato e patrimonio

Si sono avute due domande inerenti il settore. La prima, non ancora conclusa, relativa ad un indennizzo da parte della Compagnia di assicurazione del Comune, nel senso che, in un primo tempo, a seguito di comunicazione di non colpevolezza dell’Ente, la Compagnia si è detta estranea alla richiesta. Senonché, si è potuto dimostrare che l’assunto comunale non corrispondeva alla normativa del codice stradale ed allora la predetta Compagnia assicuratrice per chiudere la questione ha corrisposto la metà del danno subito e precisamente 200 € a fronte di 400 €. Con insoddisfazione espressa dall’interessato. La pratica è stata seguita dall’ufficio in oggetto, ma la comunicazione liberatoria per l’Ente è stata inviata da un tecnico del settore opere e lavori pubblici.

Analoga situazione si è verificata per un altro incidente occorso verso la fine dell’anno 2003 e la pratica ora è in carico allo scrivente; pure in questo caso il predetto tecnico si è affrettato ad affermare la totale estraneità dell’Amministrazione e conseguentemente ne è derivata liberatoria della Compagnia assicuratrice in relazione all’indennizzo.

Poiché, a mio parere non è così certo, anche in questa situazione, almeno dagli elementi che ho sin qui raccolto, che la colpa sia da addossare interamente all’utente della strada, è auspicabile una maggiore cautela ed un più serio approfondimento dei fatti prima di dichiarare alla Compagnia assicuratrice che l’Ente non ha alcuna responsabilità per l’accaduto. Tanto più che risulta poi defatigante ristabilire l’esatta situazione, così come il cittadino richiede; la qual cosa bisognerà accertare in sede giurisdizionale nel caso in cui il Difensore civico maturi l’intimo  convincimento del torto che il cittadino andrebbe a subire e la Compagnia assuma, per contro, un atteggiamento di arroccamento sulla sua posizione iniziale, facendosi forte della dichiarazione comunale.

Dicevo, per concludere sul punto (che è molto più importante di quanto possa sembrare, visto che si verte in materia di indennizzi)  che l’interessato, del quale parlo in apertura,  non si è detto soddisfatto, poiché trattandosi di cittadino belga, che lavora in Italia, e non  avendo tendenza all’applicazione del contratto di transazione, ha chiesto allo scrivente di sapere per quale motivo avendo egli ragione avrebbe dovuto ricevere solo la metà della spesa sostenuta per far riparare la sua automobile.

Poiché la domanda mi è parsa fondata ho riaperto la questione con la Compagnia assicuratrice e la pratica, ovviamente, è tra quelle pendenti alla fine dell’anno 2003.

Altro caso ha riguardato una domanda per servitù a favore dell’ENEL in un fabbricato acquistato dal Comune. Ho dato indicazione in proposito.

 

4.  enti diversi e società partecipate

Con il presente paragrafo dò relazione, in via riassuntiva, della azione svolta dal Difensore civico a favore di cittadini che hanno avuto difficoltà con Enti, Organismi presenti sul territorio comunale e Società a partecipazione comunale (Garda Uno).

Alcuni interventi hanno riguardato problemi inerenti all’ingresso di anziani presso la locale residenza sanitaria assistenziale, nonché a richieste di conoscere la nuova normativa in ordine alla trasformazione delle I.P.A.B. avvenuta nell’anno di riferimento della presente relazione; soprattutto sulla possibile incidenza che la nuova natura giuridica dell’ente avrebbe potuto determinare sui rapporti economici con i familiari degli assistiti.

Per quanto attiene alla prima questione si è pervenuti a facile soluzione, in quanto il contrasto nasceva da incomprensione sui tempi d’ingresso,  mentre per la trasformazione dell’ente sono state date informazioni sulle due possibili soluzioni prospettate dalla legislazione regionale e sulla scelta verso la quale l’Istituzione si stava orientando e che è stata poi adottata; facendo, altresì, presente che la trasformazione in Fondazione (persona giuridica privata) ha l’indubbio vantaggio di svincolare dalla penetrante legislazione sul personale e sulla acquisizione dei beni per il funzionamento, in special modo per ciò che riguarda le assunzioni,  consentendo una sicura e benefica maggiore libertà di movimento in materia, fatto rilevante per un organismo che opera in un settore molto delicato, quale è quello della assistenza alle persone anziane e quasi tutte disabili. Inoltre le stesse norme sull’ordinamento e sull’amministrazione risultano maggiormente vicine all’ambito operativo della Fondazione (basti pensare al diverso sistema di nomina del Consiglio di Amministrazione per le due opzioni prospettate dalla legge regionale).

Per quanto riguarda la determinazione delle rette mensili praticate per gli ospiti il tema è proprio del Consiglio di Amministrazione che entrerà in carica a breve, ma ho motivo di ritenere, come ho spiegato ai richiedenti, che la loro dinamica, resterà legata, così come è avvenuto in passato, al normale evolvere del costo della vita, nonché ad eventuali spese straordinarie per innovazioni all’interno della struttura (penso, ad esempio, all’impianto di climatizzazione, attualmente mancante e della cui importanza per la popolazione della struttura (ospiti e personale) è inutile dare conto) se non saranno reperite entrate straordinarie per farvi fronte.

Orbene, eventuali lievitazioni per le motivazioni del tipo prospettato non sono costantemente riconducibili alla diversa natura giuridica della residenza sanitario-assistenziale.

Sono state inoltre rivolte domande al Difensore civico in ordine alla procedura per la dichiarazione di morte presunta, in quanto il servizio per lo stato civile, che è competente nella sola fase terminale per la trascrizione della sentenza a seguito di comunicazione del cancelliere del Tribunale, ha invitato gli interessati ad accedere alla difesa civica. Ho, pertanto, provveduto alla redazione della relativa domanda che gli interessati, previa sottoscrizione, hanno poi inoltrato al Procuratore della Repubblica per il seguito di competenza.

Per quanto riguarda i servizi gestiti da Garda Uno S.p.A. gli interventi effettuati sono stati parecchi, ma, aldilà del numero, ho dovuto più volte lamentare la vischiosità posta nel dare soluzione a problemi non difficili, con promesse ripetute di provvedere alle quali non veniva dato il successivo seguito, con evidente esasperazione dei richiedenti.

Per alcuni casi mi sono dovuto recare personalmente presso la sede della Società e soltanto un deciso intervento ha consentito l’adozione di provvedimenti, in sé di scarsa rilevanza, ma importanti per i destinatari, poiché si verteva in materia di fatturazione di acconti troppo elevati rispetto al consumo di acqua, oppure per fatturazioni relative sempre al consumo di acqua, molto elevato, per danni alle condutture e non imputabili  (almeno del tutto) alla utenza o ancora a fatturazioni errate nella interpretazione o per altro motivo, anche in questi casi con promessa di rapida sistemazione delle pratiche che, per contro, non veniva poi effettuata.

La stessa situazione lamentata per il servizio di acquedotto si è verificata per alcune partite relative alla tassa per la raccolta dei rifiuti solidi urbani e per le quali ho dato seguito come per il servizio di acquedotto.

Una considerazione su questo tema. Avviene che le Amministrazioni locali esternalizzino alcuni servizi, in quanto le Società affidatarie sarebbero meglio in grado di renderli agli utenti, per la possibilità loro offerta di strutturare una organizzazione che non può normalmente essere consentita all’ente locale in termini di personale e mezzi (si pensi, ad esempio, ai problemi che si pongono per il rispetto del patto di stabilità interno). Nella mia esperienza professionale ho potuto cogliere il significato positivo di tale impostazione e del resto la legislazione per gli enti locali, a partire dall’entrata in vigore della legge 142/1990 sino al recente T.U. delle leggi sull’ordinamento degli enti locali 267/2000, ha spinto molto in questa direzione,  in particolare  per l’erogazione dei servizi pubblici locali di rilevanza industriale. Purtroppo, tale positivo risultato debbo dire che si stempera significativamente  in sede di esame complessivo dell’azione della Società qui in considerazione, nel senso che, almeno allo stato attuale, ho colto una diffusa insoddisfazione dell’utenza per le modalità con le quali sono stati resi alcuni servizi dati in affidamento. Per quanto mi riguarda non ho mancato di rappresentare questo disagio ai funzionari e dipendenti con i quali ho trattato le pratiche portate alla mia conoscenza.

Gli stessi mi hanno data assicurazione di un prossimo e sicuro miglioramento, in quanto sarebbe terminata la fase di avvio e di assestamento dell’azione societaria. Mi auguro sia così, anche per i servizi di pulizia di vie, piazze e spazi pubblici in generale. Ma, poiché mi pare di poter dire che l’Amministrazione abbia percepito la mia stessa sensazione di disagio nell’utenza (e bene ha fatto a riportare la gestione della TARSU al Settore tributi, in quanto non si tratta, per altro, di un servizio di cui all’articolo 113 del Testo Unico  EE.LL.)sarà opportuno intensificare l’esercizio del controllo sull’erogazione dei servizi affidati ed ancor prima l’esercizio del potere di direttiva nell’ambito dell’Assemblea della Società consortile.

 

5.  opere e lavori pubblici

L’invito a continuare nella realizzazione di opere volte alla eliminazione delle barriere architettoniche, in esecuzione del piano tracciato con le schede predisposte dal responsabile del settore nell’anno 2000 e ripetuto negli anni successivi  di porre in atto ulteriori interventi , neppure molto costosi, per rendere transitabili tutti i marciapiedi, non ha avuto un seguito degno di rilievo, almeno per le aree esterne al centro abitato, ove continuano a permanere dislivelli che costituiscono impedimento al passaggio delle carrozzelle per bambini, anziani e disabili, infatti restano tuttora, nel bel mezzo, piastre (di ispezione dei pozzetti) elevate rispetto al normale piano vario. Per tale motivo non sono terminate le sollecitazioni che, al contrario, periodicamente i cittadini fanno pervenire.

Sono state, inoltre, lamentate situazioni di disagio per quanto riguarda la manutenzione del fondo stradale, in special modo in zone periferiche (San Martino della Battaglia) . la necessità di porvi rimedio è ancor più avvertita subito dopo la stagione autunno-inverno. Sono pure pervenute lamentele per quanto attiene alla manutenzione di alcune aree pubbliche ed al riguardo debbo dare atto che alle dovute segnalazioni al settore sono seguiti i richiesti interventi manutentivi. Da tali sollecitazioni si continua a ricavare che la popolazione è sempre molto interessata alla cura sistematica del patrimonio esistente. Ciò non vuol dire ovviamente l’esclusione di necessari interventi strutturali per soddisfare esigenze derivanti dall’aumento della popolazione residente e turistica (e, pertanto, non vi è dubbio che vadano portati, per esempio, i servizi essenziali in nuovi quartieri) ma significa  lo svolgimento razionale della quotidiana azione amministrativa, che, a volte, potrebbe sembrare meno appagante, mentre ha un indice di apprezzamento elevato perché soddisfa esigenze ripetitive.

Del resto, la città di Desenzano del Garda difetta ormai di ben poche strutture, nel senso che gode di una diffusa rete di buoni servizi; tant’è che la richiesta più pressante concerne i parcheggi; il che, per altro, costituisce la tipica domanda rivolta a tutte le amministrazioni delle aree ad alto sviluppo, inteso in senso ampio. Cosicché anche il miglioramento, sempre possibile, di servizi esistenti o la stessa istituzione di nuovi passa , per lo più, attraverso la trasformazione di beni che già esistono nel demanio o nel patrimonio disponibile del Comune (ad esempio “il Castello” od altri edifici di proprietà comunale; lo stesso lungolago non deve essere costruito, bensì sottoposto ad opera di risistemazione).

Oltre a quanto ho già detto in apertura di questo paragrafo, posso così continuare ad elencare richieste provenienti dai cittadini che non investono la istituzione di nuovi servizi, al di là di quello sopracitato e della necessaria razionalizzazione del traffico veicolare, ma ancora la messa a punto di quanto esistente, quali:

E’ stata fatta richiesta alla Direzione delle ferrovie di Verona affinché venisse messa in sicurezza la zona del Viadotto ferroviario, nel senso che era stata segnalata la necessità di effettuare un intervento mirato a sistemare i canali di deflusso dell’acqua, in particolare nel periodo invernale, onde evitare la caduta di ghiaccio pericolosa per i passanti e per i veicoli. L’intervento è stato eseguito.

Infine, l’intervento del settore per la sistemazione di una parete di casa di civile abitazione che la proprietaria sosteneva danneggiata per infiltrazioni di acqua proveniente da fabbricato di proprietà comunale è stato apprezzabile, soprattutto per avere evitata una possibile lite in sede giudiziaria con un costo che poteva risultare superiore a quello dei lavori eseguiti.

 

6.  polizia locale

Torno a ribadire la necessità, già rappresentata nelle precedenti relazioni, di una stretta collaborazione con il Settore Ambiente-Ecologia per quanto attiene all’azione di contrasto dell’inquinamento ambientale ed acustico. Su questo tema, il supporto documentale che può dare la Polizia locale è decisivo per la legittimità dei provvedimenti repressivi adottati, come ho avuto modo di riferire in sede di relazione sul settore precitato.

Ugualmente devo tornare a raccomandare, trattandosi di Unità di staff e, quindi, di supporto agli Organi di Governo ed al Sindaco in particolare, nonché ad altri Settori, oltre all’Ambiente,  l’azione a sostegno dell’area dei Servizi al territorio, per tutto quanto riguarda il contributo da dare per reprimere gli abusi edilizi e per rendere sempre più gradevole l’ambiente esterno di una città turistica, quindi la necessità di vigilare per ridurre il più possibile fenomeni che possono definirsi di disdicevole  inquinamento visivo, anche questi già rilevati in altra parte della relazione, e soprattutto di continuare a segnalarli, per la loro rimozione.

Per quanto concerne nello specifico l’Unità di Staff Polizia locale sono pervenute istanze riguardanti le seguenti materie:

Del resto, come ho avuto modo di rilevare in altra parte della relazione, il problema consiste nella carenza dei parcheggi, che ben difficilmente potrà essere del tutto risolto, in special modo per i periodi di maggiore afflusso turistico, a meno che non si pensi alla loro creazione all’esterno del centro abitato della Città , con rafforzamento dei mezzi pubblici di accesso;

Sono pure pervenute istanze per un controllo sui prezzi, per contrastare “aumenti generalizzati ed a volte improvvisi e non giustificati”, nonché per l’apposizione sulle merci dei cartellini indicatori dei prezzi delle singole merci.

Per quanto riguarda la seconda parte – apposizione dei cartellini – ho avuto assicurazione di controllo in proposito, poiché trattasi di materia per la quale la Polizia locale può esercitare vigilanza; mentre per la prima parte si era in carenza di normativa, sino all’entrata in vigore del Decreto legge 30.9.2003, n. 269, convertito nella legge 24.11.2003, n. 326, recante “Disposizioni urgenti per favorire lo sviluppo e per la correzione dei conti pubblici”, il c.d. “collegato alla legge finanziaria” per l’anno 2004. Ora, tale decreto all’articolo 23 contiene una norma che ha per titolo “Lotta al carovita”, il quale, però, demanda alla sola Guardia di Finanza competenze in materia di controlli, per altro “mirati a rilevare i prezzi al consumo” per la finalità stabilita nel primo comma, “relativi a settori in cui si sono manifestate, o sono in atto abnormi dinamiche di aumento dei prezzi”. Mentre il comma successivo non demanda azioni di controllo sui prezzi ai Comuni ma tratta della “realizzazione di offerte di prodotti di consumo a prezzo conveniente” e per la loro incentivazione è istituito apposito fondo “destinato a finanziare le iniziative attivate dai Comuni e dalle Camere di Commercio, d’intesa fra loro, mirate a promuovere e sostenere l’organizzazione di panieri di generale e largo consumo, nonché l’attivazione di forme di comunicazione al pubblico, anche attraverso strumenti telematici, degli esercizi commerciali presso i quali sono disponibili, in tutto o in parte tali panieri e di quelli meritevoli, o almeno, in ragione dei prezzi praticati”.

Quindi, il tema posto in sede legislativa, non riguarda la Polizia locale, bensì, eventualmente, il settore Attività produttive e l’Amministrazione.

Al più, la Polizia locale potrà  (e forse dovrà) collaborare in futuro ad un sistema coordinato di monitoraggio riferito all’entità ed all’efficacia della rete distributiva (art. 23 cit. c 2 ter).

 

7.  privati e società di servizi

Ha subito un ulteriore aumento il numero delle richieste relative a questioni che non attengono propriamente alla sfera pubblica locale, bensì a rapporti di vicinato oppure a problemi con Enti ed Organismi diversi dall’Amministrazione Comunale, ma operanti sul territorio comunale, (come ad esempio: Enel, Poste, Ferrovie, Assicurazioni, Società telefoniche). I cittadini che hanno posto quesiti e richieste di soluzioni sono stati ricevuti e, pur se edotti dell’ambito di azione della difesa civica, non è stato loro negata l’indicazione di un indirizzo o di un possibile orientamento oppure sono stati avviati all’ufficio competente, presso il quale la difesa civica è a volte intervenuta con il seguito della soluzione del problema prospettato e soddisfazione del richiedente. Peraltro, come è stato rilevato negli anni precedenti; si è continuato a constatare come certe situazioni siano  maggiormente imputabili ad incomprensione che ad impossibilità di provvedere;  solamente in qualche caso lo stesso cittadino ha avanzato richieste che obiettivamente non potevano  essere accolte.

In ogni modo, nel vasto settore dei servizi che, pur privatizzati, sono di primaria importanza, perché essenziali per tutti i cittadini  (come poste, telefoni, energia elettrica, trasporti) è bene che la Pubblica Amministrazione, in particolare quella locale, non dismetta la propria attenzione per quanto attiene al loro funzionamento e, dunque alla corretta erogazione dei predetti servizi.

Per quanto concerne questo problema l’Amministrazione Comunale può essere certa di trovare fermo sostegno da parte del Difensore civico, nell’ambito delle competenze al medesimo attribuite dalla normativa statutaria e regolamentare, come dirò più avanti, ma come risulta del resto testimoniato da interventi ripetuti effettuati a favore di cittadini che ne hanno chiesto l’intervento per interruzioni dell’energia elettrica o per questioni inerenti l’utenza telefonica.

Le società per azioni cui è affidata la gestione di tali servizi non possono essere considerate alla stregua delle altre società di capitali, per cui la finalità primaria non dovrà essere solo quella del dividendo da ripartire, ma in contemporanea  dovranno essere soddisfatte anche primarie esigenze sociali connesse ai servizi essenziali loro affidati. Se il problema viene posto in questa ottica i disservizi di cui si hanno notizie dalla stampa e che i cittadini sono costretti a constatare di persona non sono in alcun modo tollerabili, da qui la necessità di interventi, che anche l’Amministrazione ha effettuato per il miglioramento qualitativo e quantitativo nella erogazione.

A questo riguardo è intenzione dello scrivente Difensore civico attivarsi a fianco dell’Amministrazione comunale soprattutto per quanto riguarda il servizio postale, poiché oltre al mancato recapito della corrispondenza di recente avvenuto per Rivoltella, anche nel Capoluogo si assiste ad una situazione difficile in ordine ai tempi necessari per l’espletamento del servizio, a causa di una costante carenza di personale.

Per quanto riguarda, infine, la Società per il trasporto ferroviario è in corso una pratica per la eliminazione di una fonte di inquinamento acustico nei pressi della stazione ferroviaria.

 

8.  segreteria generale

Come per gli anni trascorsi si ascrivono a questo Settore due sole domande che non rilevano carenze o sollecitazioni del medesimo ad adempiere, bensì per i destinatari. Si è trattato infatti, di richiesta, di risposta ad istanza presentata in materia di viabilità ed è stata interessata a tal proposito, la segreteria del Sindaco. Mentre in altro caso il tema riguardava, nello specifico, la presidenza del Consiglio Comunale in quanto verteva sulla iscrizione di una mozione all’ordine del giorno dei lavori consiliari. Traggo, invece, spunto da questa breve nota per ringraziare la responsabile ed il personale del settore segreteria generale per l’apporto dato al Difensore civico durante l’orario di ricevimento del pubblico, tanto per la produzione di copie di atti, quanto per l’ immediato supporto tecnico, allorquando necessiti di documentazione legislativa per il caso che gli viene sottopposto.

 

9.  servizi demografici

L’unico caso trattato va riferito a modificazione del termine iniziale di una concessione cimiteriale per tomba di famiglia. La questione curata, con molta sollecitudine dal settore, per quanto atteneva all’aspetto più strettamente tecnico, è stata successivamente portata all’attenzione della Giunta comunale, in quanto si trattava di modificare un precedente atto deliberativo e, con l’adozione di un nuovo provvedimento, risolta in aderenza alla specifica normativa vigente in materia.

 

10.  servizi sociali

Alcune istanze hanno riguardato il problema della abitazione, soprattutto l’assegnazione di alloggi di edilizia economico-popolare e, a volte, il pagamento di canoni di locazione  arretrati.

Trattandosi di materia molto delicata, in particolare per quanto si riferisce alla presenza dei requisiti negli assegnatari , la responsabile del settore ha sempre avuto cura di portare la massima attenzione, onde evitare ricorsi per questo specifico aspetto.

Ci si trova, infatti, di fronte a soggetti normalmente in situazione critica e che hanno effettivo bisogno di un alloggio, purtroppo le necessità sono sempre di gran lunga superiori alla disponibilità del patrimonio abitativo, da qui nasce l’esigenza di verifiche meticolose per evitare di dover riformare provvedimenti concessori.

Anche perché, in ragione dell’alto tasso di litigiosità che oggi compenetra molti cittadini, è invalsa l’abitudine, a fronte di un provvedimento di diniego, anziché seguire la normale procedura di domanda di riesame amministrativo, di inviare un esposto alla Procura della Repubblica, pur non essendovi nulla da rilevare sotto il profilo penale.

Anzi, in un caso si è verificato l’inversa situazione secondo la quale l’assegnatario ha posto in essere un comportamento rilevante sotto il profilo penale, vale a dire il subaffitto dell’appartamento di edilizia economico-popolare ricevuto in locazione, comportamento che risulta del tutto vietato.

Sempre in tema di assegnazione di alloggi, anche nell’anno 2003, si sono verificati casi di domande presentate allo scopo e che non hanno potuto essere prese in considerazione per la mancanza dei requisiti nei soggetti richiedenti.

Mentre per un altro caso, proveniente, per altro, da un anno precedente a quello di riferimento della presente relazione, ma al tempo non risolto per carenza di alloggi, il settore sta valutando, congiuntamente al settore urbanistica - territorio (che comprende il servizio edilizia privata ed economico-popolare) cui compete la valutazione della mancanza dei requisiti di abitabilità dell’alloggio attualmente abitato, se sia possibile o meno procedere all’assegnazione di altro alloggio come da richiesta a suo tempo presentata.

Come dicevo più sopra, la cautela è d’obbligo in presenza di situazioni tutte di estrema difficoltà, si pensi, ad esempio, che si trovano presso il settore domande di persone che hanno in corso la procedura di sfratto.

Debbo dire che per i casi per i quali la soluzione è apparsa molto difficoltosa, oltrechè investire l’Assessorato ed il Settore, è stato interessato anche il Difensore civico (poiché le persone in stato di comprensibile angoscia si rivolgono a tutti coloro che ritengono possano occuparsi della loro questione) e da una intesa predefinita tra i predetti soggetti pubblici coinvolti ne è scaturita una azione sinergica che ha consentito di trovare la soluzione; mentre in altro caso di diverso tema vi è stata l’assunzione di una comune posizione per evitare il protrarsi del ricorso continuativo e non più giustificabile alla assistenza pubblica, in quanto si trattava di persona in piena età lavorativa; l’Assessorato (Assessore e Settore) si è adoperato per far sì che il soggetto si affrancasse da siffatta situazione assistenziale, con una duplice azione: da un lato cercando di coinvolgere le persone tenute agli alimenti (ai sensi del codice civile) e dall’altro mediante la ricerca di una attività lavorativa.

La linea comportamentale descritta è del tutto condivisa dalla difesa civica, poiché porta al risultato di aiutare coloro che versano in una reale situazione di bisogno e conseguentemente di evitare il depauperamento delle limitate risorse disponibili da parte di soggetti che sono in grado di trovare il loro sostentamento in forma autonoma.

Pertanto, il ricorso al Difensore civico, quando è apparso chiaramente strumentale, nel senso che l’eventuale intervento a favore dell’istante si sarebbe venuto a configurare come indebita forma di pressione sui soggetti pubblici chiamati a decidere, ha avuto il contrario effetto di produrre una risposta congiunta (difesa civica e assessorato), in quanto condivisa.

Prendo lo spunto da quanto appena riferito per sottolineare che così come il Difensore civico non può mancare di rilevare disfunzioni, vale a dire carenze nei servizi, parzialità o mancata risposta dovuta; in eguale modo non manca di far comprendere al cittadino quando la ragione sta dalla parte della Pubblica Amministrazione.

Per quanto attiene ancora al Settore di cui trattasi è stata avanzata istanza per conoscere le modalità di inserimento dei minori negli asili nido e nelle scuole materne.

Tramite relazione della responsabile del settore sono state fornite le dettagliate indicazioni regolamentari in vigore per la materia e giustificazioni a supporto dell’azione svolta dal servizio, che aveva richiesto alla famiglia del minore la corresponsione parziale della retta ancor prima dell’inserimento; la stessa è infatti risultata dovuta per la riserva del posto e l’inserimento al nido in una data successiva non dovuto a causa di forza maggiore.

Infine, sono pervenute altre istanze alla difesa civica per il mancato accoglimento di domande in relazione all’accordo S.P.I. Comune, ma le stesse erano state presentate fuori termine e quando non era più possibile provvedere; nonché per sollecitazioni relative all’erogazione di contributi liquidati dal Comune.

Quest’ultima questione è stata sottoposta alla responsabile del settore che ha assicurato di avere impartite disposizioni per l’adempimento.

Ho, a questo fine, raccomandato di studiare nuove modalità per ridurre il tempo intercorrente tra la data di assunzione della deliberazione di erogazione della Giunta Comunale e la  effettiva riscossione dei contributi; tanto più che si tratta di persone anziane che normalmente debbono contare su questi fondi per primarie esigenze familiari.

 

11. sistema qualità

E’ stata presentata domanda di accesso agli atti per ottenere il rilascio del manuale della qualità, pur essendo già il soggetto richiedente in possesso della carta dei servizi. Ho dovuto fare rilevare al richiedente che la sua domanda avrebbe potuto trovare accoglimento nel solo caso in cui egli fosse stato in grado di dimostrare il suo “interesse giuridicamente rilevante” ad ottenere il documento richiesto così come vuole la norma specifica in materia di accesso agli atti. Poiché, alla risposta fornita non è stato dato seguito da parte dell’interessato la domanda è stata archiviata ed alla stessa non risulta abbia fatto seguito il ricorso alternativo alla Magistratura  amministrativa, previsto dall’articolo 15 della legge 240/2000.

 

12.  tributi

Il settore tributi ha dato origine a 15 pratiche, un numero pressoché stazionario (+1) rispetto al precedente anno 2002. Le richieste pervenute hanno interessato i seguenti tributi:

Per l’ I.C.I. - Le domande pervenute hanno riguardato le seguenti fattispecie.

La maggiorazione di imposta per il cambio di zona censuaria. La questione è tuttora all’attenzione del settore al quale gli interessati hanno rivolto domanda di riesame per gli anni dal 1998 al 2000, poiché dal successivo anno 2001 corrispondono il tributo sulla base del nuovo accertamento effettuato dall’ufficio.

Iscrizione a ruolo per mancato pagamento a seguito di accertamento non appellato. Con il contributo dei dipendenti del settore è stata chiarita la posizione di una partita che si presentava confusa per la presenza su un immobile degli istituti della nuda proprietà e dell’usufrutto.

Applicazione dell’imposta ad appartamenti ritenuti, dai contribuenti, unico soggetto d’imposta, pur essendo accatastati non unitariamente, in quanto occupati da una unica famiglia, ma in un tempo successivo e senza che gli interessati avessero provveduto a diverso  accatastamento. La responsabile del settore ha provveduto, in ogni caso, a spiegare in modo preciso e dettagliato la normativa di riferimento, nonché a prendere atto, per alcuni accertamenti, della buona fede dimostrata dai contribuenti e a dare seguito con atti conseguenti.

Applicazione della aliquota massima a proprietari di immobili tenuti a disposizione per contribuenti non residenti nel comune.

E’ risultata evidente la corretta individuazione della aliquota effettuata dall’ufficio sulla base della deliberazione della Giunta comunale.

Applicazione della sanzione del 30 per cento per ritardato pagamento. Anche in questi casi, pur avendo superato il termine di pochi giorni (ciò che hanno fatto rilevare i contribuenti) l’ufficio è tenuto ad irrogare la sanzione predetta, in quanto non sono previste scadenze diversificate.

Infine, si sono presentati ancora casi di recupero di importo da parte del settore per modifica di rendita definitiva a fronte di rendita provvisoria di minore entità. In sostanza, il settore, pur non applicando sanzioni ed interessi per gli anni nei quali i contribuenti non hanno corrisposto l’importo sul cespite costituito dalla differenza di rendita, chiede il versamento del maggior tributo per alcuni anni antecedenti la notificazione della rendita definitiva, anche sulla base di una circolare ministeriale interpretativa della norma di riferimento.  Va detto per chiarezza che vi sono Commissioni tributarie provinciali (e sono per ora la maggioranza) che accolgono i ricorsi presentati dai contribuenti per questa fattispecie, ma ve ne sono pure alcune (e sono la minoranza) che respingono detti ricorsi. Ora, poiché vi è qualche contribuente che risulta aver presentato ricorso alla Commissione tributaria provinciale di Brescia, si è in attesa di conoscere quale sarà la posizione che verrà assunta in ordine a questi ricorsi.

Per la T.I.A.( ex T.A.R.S.U.) – Le poche domande di chiarimenti fatte verbalmente hanno avuto riguardo, come avviene solitamente, a contribuenti non residenti, ai quali sono state fornite le delucidazioni atte a rendere chiari i termini di applicazione della tariffa. Mentre altri casi hanno riguardato rispettivamente una doppia imposizione, che è stata chiarita, nonché la contestazione della determinazione della superficie posta alla base del calcolo della tariffa; in generale situazioni simili si determinano quando debbono entrare a far parte della superficie sottoposta a tariffa (T.I.A.) locali accessori, in quanto il contribuente tende ad escluderli per un utilizzo non valido a produrre rifiuti, mentre alcune volte il settore ha potuto constatare che non si tratta di magazzini, ma di veri e propri locali resi idonei per essere abitati e come tali da fare rientrare nella superficie per l’applicazione della tariffa.

Per il C.O.S.A.P. si è trattato di questioni inerenti il sistema di misurazione della superficie da sottoporre al canone, nonché di fornire chiarimenti, maggiormente dettagliati, sull’applicazione della misura del canone stesso. Anche in questi casi la posizione dell’ufficio è risultata aderente alla legislazione vigente.

Canone di fognatura si è lamentata l’applicazione del canone di depurazione pur in mancanza della fognatura, ma ho fatto presente che l’applicazione non è connessa  alla presenza della fognatura, bensì del depuratore, di cui il comune è dotato.

 

13.  urbanistica e territorio

Il numero di casi posti all’attenzione della difesa civica è pressoché stazionario, non riconducibile a ritardi del settore, ma dovuto per lo più ad iniziative dei cittadini per lamentare il rilascio di autorizzazioni e concessioni edilizie (ora definite dal nuovo testo unico per l’edilizia “permesso di costruire”), atti che si sono dimostrati spesso, legittimi all’esame delle singole pratiche, oppure per denunciare la necessità di interventi repressivi di costruzioni realizzate al di fuori del normale iter procedurale. Mentre i due casi segnalati nella relazione dello scorso anno, riguardanti: la richiesta di demolizione di un corpo di fabbricato industriale realizzato sulla base di provvedimento concessorio e la richiesta di asportazione di un elevatore fatto installare in un condominio da persona inabile per raggiungere agevolmente l’abitazione posta ai piani alti del condominio stesso, in quanto l’istante ha sostenuto che l’intervento ha ridotto oltre il consentito la larghezza delle scale;  sono tuttora all’attenzione degli organi chiamati a dirimere la lite.

Sono state, in particolare, segnalate alla difesa civica autorizzazioni rilasciate per  la stabile copertura di aree pubbliche per plateatici, in quanto le stesse provocano reazioni negative da parte dei titolari di esercizi commerciali che lamentano la conseguente scarsa visibilità dall’esterno, dovuta, a loro dire, alle installazioni delle strutture autorizzate. Alcuni titolari di negozi hanno effettuato le segnalazioni tramite incarico a studi legali, con riserva di richiesta danni per contrazione delle vendite.

A questo riguardo, la difesa civica è intervenuta avendo cura da un lato di incontrare, più volte, tanto i titolari dei negozi quanto i loro avvocati difensori per un attento esame della questione, soprattutto per la verifica della fondatezza delle richieste risarcitorie, che, almeno per ora non hanno avuto corso, e dall’altro lato con una circostanziata comunicazione scritta al Capo dell’Amministrazione comunale per segnalarGli la situazione e non solo, ma con elementi propositivi per una soluzione del problema, non tanto a livello di casi singoli, bensì con riferimento ad una nuova normativa regolamentare da sottoporre all’approvazione dell’Organo consiliare.

E’ fuori dubbio che il tema deve essere affrontato, tanto più che sino ad ora si era provveduto a congelare la situazione esistente proprio in vista di una definitiva e razionale regolamentazione che soddisfi sia sotto il profilo dei diversi interessi rappresentati dalle due categorie (commercianti ed esercenti) ed ancor più sotto il profilo della salvaguardia dell’ambiente, in relazione all’impatto visivo che ne scaturisce da simili interventi. Del resto, lo stesso settore mi risulta abbia sollecitato una definizione della normativa, in modo da uscire dallo stato di incertezza che si è venuto a determinare ed avere, invece, chiare indicazioni operative.

Sono stati segnalati, inoltre, abusi edilizi di varia natura quali, a titolo esemplificativo, la mancata denuncia per i cementi armati, le destinazioni d’uso, il superamento di altezze preesistenti o la realizzazione di costruzioni a distanza non regolamentare dai confini o su proprietà di altri soggetti. Il settore, come di consueto, è sempre tempestivamente intervenuto per le necessarie verifiche e allorquando ha riscontrato situazioni irregolari ha provveduto ad emettere i conseguenti provvedimenti sanzionatori, come pure alle dovute segnalazioni all’Autorità giudiziaria.

Qualche provvedimento è stato, poi, portato dal privato all’attenzione del Tribunale regionale amministrativo e, pertanto, tanto il settore, quanto la Difesa civica restano in attesa di conoscerne la decisione di merito, che, per altro, potrà essere appellata dal ricorrente se allo stesso sfavorevole.

In questa materia, non è comunque possibile non tornare a sottolineare il fatto che perdura una produzione legislativa favorevole al condono edilizio; ragione per la quale,  l’intervento della difesa civica ha più volte rappresentato al cittadino, recatosi a segnalare interventi edilizi non conformi agli strumenti urbanistici e ai regolamentari vigenti, che i medesimi, con l’entrata in vigore del nuovo condono edilizio, di cui al c.d. “collegato” alla legge finanziaria per l’anno 2004, potranno essere sanati. Ciò non toglie, e va dato atto al settore, come ho già più sopra evidenziato, che lo stesso non appena viene a conoscenza, attraverso segnalazione di privati o della difesa civica di interventi considerati abusivi, effettua immediati accertamenti e fornisce le risposte dovute, a volte con archiviazione, in quanto si tratta più di contrasti di vicinato che non di abuso edilizio, altre volte con il seguito della segnalazione alla Autorità giudiziaria e con  l’adozione dei provvedimenti amministrativi conseguenti.

Infine, traggo spunto da una pratica riguardante richiesta di dichiarazione di inagibilità di locali destinati al commercio per esprimere l’avviso del Difensore civico su un duplice problema. Il primo se la competenza rientri nell’ambito del settore ecologia – ambiente oppure in quella del settore del quale sto qui trattando, vale a dire Urbanistica e Territorio, che comprende pure l’Edilizia privata. A mio parere, la competenza sia per l’agibilità, che per l’abitabilità quando si tratti di civili abitazioni, è da ascrivere a quest’ultimo servizio e dunque, al settore urbanistica e territorio, il quale chiederà il supporto del primo, per gli aspetti attinenti nello specifico alla sanità, per il fatto che il provvedimento definitivo, il più delle volte, scaturisce dalla valutazione di elementi strutturali dell’edificio o comunque da elementi che caratterizzano la costruzione e, pertanto, sembra logico che vada fatto rientrare nella competenza dello stesso settore che rilascia i permessi per costruire. Il secondo problema riguarda l’adozione del provvedimento, vale a dire se sia da far rientrare tra quelli propri del dirigente o degli Organi di governo dell’ente locale. Nella fattispecie soccorre e risolve il 5° comma dell’articolo 107 del T.U.E.L. approvato con D.lgs. 267/2000 che è così formulato: “ A decorrere dalla data di entrata in vigore del presente testo unico, le disposizioni che conferiscono agli organi (di governo) l'adozione di atti di gestione e di atti o provvedimenti amministrativi, si intendono nel senso che la relativa competenza spetta ai dirigenti” fatto salvo quanto previsto dall'articolo 50, comma 3, e dall'articolo 54, ma che non riguardano i certificati di agibilità  e di abitabilità, che erano demandati al Sindaco, ma proprio in virtù del vecchio testo unico delle leggi sanitarie n. 2165/1934. Ciò  ha rilievo ai fini della validità degli atti adottati sotto il profilo della competenza, in sede di eventuali ricorsi alla magistratura amministrativa.

I  RAPPORTI  TRA  IL DIFENSORE  CIVICO  E  LA  PUBBLICA  AMMINISTRAZIONE

Si deve dare atto, così come è avvenuto negli anni scorsi,  che i dirigenti ed i responsabili degli uffici e dei servizi, nonché, più in generale, ogni dipendente, al quale per motivi operativi pratici, la difesa civica abbia dovuto fare ricorso, hanno sempre corrisposto con apprezzabile disponibilità e molta sollecitudine.

Per quanto riguarda, invece, le risposte pervenute si deve ribadire che non sempre sono stati osservati i tempi annunciati, nel senso che si è dato per risolto oppure avviato a soluzione qualche problema, che diversamente è stato poi di molto procrastinato o non risolto per nulla. Ciò è motivo di irritazione, a volte anche forte,da parte dei cittadini ed è pure causa di sfiducia nelle istituzioni. Ben si possono comprendere le difficoltà impreviste che a volte si incontrano durante l’iter burocratico riguardante singole pratiche, ma queste devono potersi spiegare come imprevedibili all’origine ed essere, dunque, portate successivamente alla conoscenza dei cittadini. Infatti molto spesso si tratta di dare puntuale e corretta informazione su come stanno evolvendo almeno le più importanti linee di programma; poiché l’avere indicato tempi e modalità dettagliati che vengono in corso di svolgimento della pratica o del programma ampiamente disattesi costituisce una delle principali cause di perdita di credibilità per la Pubblica Amministrazione. E questo è un tema sul quale gli Organi di governo del Comune dovrebbero riversare notevole attenzione attraverso l’esercizio delle funzioni di controllo loro espressamente demandate dalla legislazione vigente, funzione essenziale ai fini di determinare la maggiore coincidenza possibile tra programmazione e realizzazione.

CONCLUSIONE

La relazione annuale al Consiglio comunale risponde come sempre all’obbligo e alla finalità dettati per la stessa dallo statuto e dal regolamento per il Difensore civico, ma dovrebbe anche costituire un contributo offerto agli Organi di governo del Comune nell’espletamento della funzione di controllo sullo svolgimento della gestione, affidata dall’ordinamento ai responsabili di area e di settore, in modo da accertare il grado di attuazione degli obiettivi assegnati con il piano esecutivo di gestione. Infatti, pur nella distinzione dei ruoli, codificata dalla legislazione vigente, la gestione compiuta dai dirigenti, dai responsabili degli uffici e dei servizi e da tutta la struttura burocratica, sarà tanto più puntuale ed efficace quanto più risulterà efficiente il rapporto con gli Organi elettivi, rapporto che deve anche ricomprendere, come componente essenziale, la valutazione della quantità e della qualità gestionale, elementi essenziali ai fini della attuazione del sistema premiante del personale.

Infine, i suggerimenti contenuti nella relazione in ordine allo svolgersi dell’azione amministrativa, oltre che a costituire una prerogativa propria del Difensore civico, hanno soprattutto e come sempre lo scopo di favorire in massimo grado la soddisfazione dei destinatari del servizio reso dalla Pubblica Amministrazione locale ed ancora una volta   nello spirito con il quale sono formati mi  auguro, che possano essere accolti.

PERSONALE DELL’UFFICIO

Come per gli anni precedenti, esprimo un vivo ringraziamento al personale dell’ufficio di difesa civica per la continua precisione e la professionalità con le quali svolge il proprio delicato lavoro e la correttezza con la quale si rapporta con il pubblico. 

 

Il Difensore Civico

Dr. Esterino Caleffi

 

 

 


GRAFICI


A cura della Segreteria del Difensore civico istituita presso L'U.R.P.
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