Prima città fondata dal Greci sul litorale, Antibes è
a lungo restata l'unica metropoli tra Marsiglia e l'Italia. I suoi templi,
i suoi monumenti e il suo immenso teatro di 3500 posti hanno marcato dall'origine
una vocazione artistica e culturale incomparabile.
Le stesse rovine hanno nobilitato le costruzioni del Medio Evo e
del Rinascimento, epoca durante la quale Antibes vide erigersi il castello
Grimaldi diventato Museo Picasso e il Fort Carrè, uno dei più
begli esempi d'Europa.
Lungi dal restare una città museo ripiegata sulla sua prestigiosa
eredità, Antibes non ha cessato di vivere con il suo tempo e precederlo.
Fort Carré
"Nel mezzo del mare s'avanza un dirupo. Henri ci ha eretto un forte
ben difeso, dal quale il giavellotto del guerriero può raggiungere
le barche nemiche e allontanarle dal porto e dal paese" (Michel de l'Hospital).
Ormai proprietà della città d'Antibes, il Fort Carrè
s'apre a tutti quelli che sognano di scoprire la sua architettura. I visitatori
possono ugualmente scoprire una nuova passeggiata che unisce l'emozione
delle vecchie pietre, il benessere dell'aria marina ed il piacere del panorama.
Costruito nel corso dei secoli Fort Carrè era destinato a proteggere
la città e a difendere il confine del Var all'epoca in cui il Comté
di Nice apparteneva al Royaume di Piemonte e Sardegna.
Per più di 2 secoli, la cittadella sarà il terreno di
numerosi eventi storici e architetturali.
Eretto su un antico luogo romano, il Forte Carré domina il porto
Vauban da più di 4 secoli e mezzo. Sotto l'egida di Henry II, e
in seguito al conflitto con la contea di Savoia dal 1388, la città
di Antibes vide, in un primo tempo, la costruzione della torre St Laurent
nel 1550 e in un secondo tempo l'aggiunta dei 4 bastioni (1565-1588) da
parte di Henry II.
Occupando una posizione strategica sull'istmo di St. Roch, il Forte
Carré faceva fronte alla torre St Jacques detta St Jaumes che si
trovava sull'isolotto di St Jaumes, posizione attuale del Cantiere Navale
Opéra. Ultima roccaforte prima del Var che confinava con Nizza e
la contea di Savoia, Antibes e Fort Carré ebbero a subire diverse
invasioni, le più memorabili quelle del 1592 e l'assedio di 57 giorni
subìto dagli Austro-Sardi nel 1746 che valse ad Antibes la ricompensa
da parte di Luigi XVIII e la promozione al rango di Bonne Ville.
Per più di due secoli, la cittadella sarà luogo di numerosi
avvenimenti storici.
Dalla sua prima occupazione nel 1592 dal duca D'Epernon, inviato da
Henry IV, per riprendere la città invasa un anno prima dal Duca
di Savoia, assediata cinquantasette giorni, durante la guerra di successione
d'Austria (1741-1748), il Fort Carré occupò un posto strategico
nella difesa della città. Nel 1860, la contea di Nizza viene annessa
alla Francia. Lo spostamento della frontiera, la costruzione della ferrovia
e i progressi dell'artiglieria, fanno in modo che Antibes non sia più
in posizione strategica.
Ciononostante, Fort Carré rimarrà un punto forte militare
fino al 1895, e le caserme costruite prima della Guerra '14-'18, rimarranno
occupate fino al 1967.
Classificato monumento storico nel 1938, ricomprato dalla città
al Ministero della Gioventù e dello sport nel 1997, il Fort Carré
è aperto a tutti quelli che sognano di scoprire la sua architettura
a la sua prestigiosa storia.
Da sempre chiuso al pubblico il Fort Carré beneficia di un ricco
ecosistema, vario e protetto. Durante i lavori di riabilitazione intrapresi
dalla città di Antibes, sono stati rispettati fauna e flora locali.
Lungo tutta la passeggiata riadattata, i visitatori possono così
contemplare la magnifica vista sulla città vecchia o approfittare
del panorama marino e incontrare usignoli o tortore, ricci, scoiattoli
e persino volpi rosse. I visitatori e gli appassionati di botanica possono
ammirare le numerose varietà di alberi, arbusti, piante e fiori
e godere del profumo della malva di bosco.
Un luogo eccezionale
Costruito su una roccia a 26 metri sul livello del mare, il forte permette
una sorveglianza a 360°. Da lì si contempla non solo la vecchia
Antibes, fortificata nel XVII secolo dall'architetto militare Vauban, ma
anche la ricchezza del parco del forte. In questo uliveto incontriamo diverse
specie animali e vegetali che valsero al parco la protezione del conservatorio
del litorale.
Un gioiello dell'architettura militare
La torre Saint Laurent fu costruita sull'antica cappella Saint Laurent
e fortificata, tra il 1550 e il 1553, durante le guerre del Rinascimento.
Tre anni dopo, le fortificazioni esistenti furono rialzate, e il consiglio
locale votò 12000 giornate di lavoro, circa 50 giornate per ogni
capo famiglia. I lavori di costruzione di 4 bastioni edificati secondo
i 4 punti cardinali sarebbero stati diretti da Henri De Mandon, signore
di Saint Rémy. Il bastione nord si chiama Bastion Nice; il bastione
sud, Bastione Antibes; il bastione est Bastione Corso e il bastione ovest:
Bastione Francia.
Nel 1680, sotto la direzione dell'ingegnere militare Niquet e secondo
i piani di Vauban, cominciano i lavori previsti dal progetto generale,
difesa di Antibes (fortificazione di Antibes e del Fort Carré, scavo
di un porto tra la città e il forte) che dureranno tre anni, abbellendo
la cittadella e facendo dire a E. Tisserand ("Histoire d'Antibes", 1864)
"...Vauban sconvolge tutte le antiche fortificazioni per lasciarci qualcosa
del suo genio immortale...".
Il museo Picasso
Fondato nell'antica acropoli della città greca d'antipolis,
Castrum Romain, residenza del vescovi, fu abitata fino al 1608, dalla famigli
Grimaldi, che diede il suo nome al castello. Nel 1928, il castello è
comprato dalla città d'Antibes e trasforma in museo d'arte Nel 1946,
Picasso - che s'è installato a Golfe-Juan con Francoise Gilot -
è sedotto dalla proposta di Dor della Souchere, conservatore del
museo, d'utilizzare una parte del castello come atelier. L'artista soggiorna
per mesi a1 castello Grimaldi e ci rea1izza numerose opere tecniche e sostegni
inabituali pittura per nave,...) che utilizza rendono forse conto della
penuria di questo periodo post-guerra, ma prima di tutto della sua formidabile
propensione a sperimentare nuovi materiali. Le immagini che l'artista ci
dipinge dicono tutta la gioia di vivere in un paese di nuovo libero. Nel
1949, con l'inaugurazione ufficiale del museo, Picasso fa il primo dono
di una serie considerevole.
Altre donazioni di ceramiche, incisioni, sculture, arricchiranno in
modo significativo la collezione iniziale. Sulla terrazza del museo Picasso
è presentata in permanenza una notevole collezione di sculture di
Germaine Richier, nella quale la figura del dramma umano s'identifica nelle
forme tumultuose o pacate d'una natura dai tratti mediterranei persistenti.
Altri artisti sono rappresentati: Miro, con un personaggio immaginario,
d'ispirazione mitologica, che dedica al Mediterraneo; Bernard Pagès,
che erige una colonna, ispirata direttamente dall'architetto e dai materiali
del castello; Anne e Patrick Poirier che, come Picasso, riprendono il tema
della mitologia antica. All'ultimo piano del museo, in quello che fu l'atelier
stesso di Pablo Picasso, le opere di Nicolas de Stael testimoniano il soggiorno
dell'artista ad Antibes (da settembre 1954 a marzo 1955). Vi si mescolano
i sentimenti inquieti e dolorosi di un uomo in preda a una solitudine che
avrebbe finito per portarlo via con sé. É a qualche decina
di metri da luogo in cui sono oggi esposti, che questi dipinti e questi
disegni furono realizzati.
Il mare, i gabbiani, le barche sono gli oggetti stessi che l'artista,
in una ricerca inarrestabile, prese come testimoni delle proprie angosce
o speranze.
La collezione d'arte moderna
Cominciata nel 1957 da Dor della Souchere, è stata creata coi
doni eccezionali degli artisti che hanno esposto al museo e dagli acquisti
eccezionali fatti nel corso degli anni dalla città d'Antibes. Degli
artisti appartenenti alle grandi correnti dell'arte del XX secolo, sono
rappresentati: Gleizes, Ernst, Magnelli, Picabia, Hartung, Atlan, Balthus,
Brassaï, Music, Tàpies, Klein, Hains, Arman, César,
Spoerri, Raysse, Viallat, Dezeuze, Pagès, Buraglio, Pincemin, etc.
É organizzato un insieme d'attività basate sulla scoperta
delle collezioni del museo, e molti programmi sono proposti ai bambini
dal 4 agli 11 anni: le visite-atelier destinate ai gruppi scolastici; l'atelier
del mercoledì; gli atelier delle vacanze per il giovane pubblico
individuale.
Queste visite sono tematiche e favoriscono un avvicinamento delle mostre
adatto all'età dei bambini. Le classi di scuola media e dei licei
partecipano a visite guidate che invitano gli allievi a scoprire le collezioni,
e a interrogarsi sulle pratiche degli artisti presentate. Delle visite
commentate sono programmate e delle animazioni possono essere organizzate
su appuntamento.
L'associazione degli amici del museo Picasso partecipa molto attivamente
allo sviluppo dell'animazione e organizza ogni anno diversi cicli di conferenze,
viaggi di studio e, in modo generale, contribuisce all'incremento e alla
fama del Museo Picasso.